Costruisci il Tuo Successo: L’Importanza del Personal Branding

Nel mondo digitale odierno, dove le connessioni avvengono a un clic di distanza, la costruzione e la gestione del proprio Personal Branding emergono come elementi cruciali per il successo professionale. Il Personal Branding non è più una scelta, ma una necessità che può aprire porte e creare opportunità. In questo articolo, esploreremo l’essenza del Personal Branding e come può influenzare significativamente la tua carriera.

Definizione del Personal Branding

Il Personal Branding è molto più di una vetrina online. Rappresenta la tua identità digitale, un insieme di valori, competenze e caratteristiche distintive che ti rendono unico nel tuo settore. Da LinkedIn a Twitter, ogni piattaforma contribuisce a plasmare la tua presenza online.

Differenziarti nella Folla

In un mercato sempre più competitivo, distinguersi è essenziale. Il Personal Branding ti consente di emergere dalla folla, offrendo agli altri una chiara comprensione di chi sei e di cosa puoi offrire. La coerenza tra la tua identità online e offline è la chiave per creare un’immagine autentica e memorabile.

Costruire Connessioni Significative

Il Personal Branding va oltre la promozione di te stesso. Si tratta di creare connessioni autentiche e significative con il tuo pubblico di riferimento. Condividere esperienze, idee e conoscenze contribuisce a costruire relazioni che possono portare a opportunità professionali inaspettate.

Opportunità Professionali

Investire nel tuo Personal Branding non è solo un esercizio di auto-promozione, ma un investimento nelle tue future opportunità professionali. Le imprese cercano professionisti autentici e con una presenza digitale solida. Un Personal Brand ben curato può essere la chiave per nuove partnership, collaborazioni e avanzamenti di carriera.

Ricorda che, se hai bisogno di assistenza nel plasmare la tua presenza online, l’agenzia derossistudio, con la sua consolidata esperienza nel settore, offre servizi di Personal Branding su misura per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi professionali. Investire nella tua marca personale è un passo fondamentale verso un futuro di successo e opportunità.

 

Piano editoriale: nessuna strategia è lasciata al caso

In una strategia di comunicazione la presenza sui social è fondamentale cosi come i contenuti che dovranno essere pubblicati; è essenziale quindi deciderli a priori e non lasciare nulla al caso stilando un piano editoriale dedicato ad ogni piattaforma che si vuole utilizzare.

Esso può essere sia online ma anche offline, e al tempo stesso si parla di pianificazione editoriale per un quotidiano o per un blog aziendale.

L’organizzazione e la calendarizzazione sono alla base di ogni piano editoriale.

Creandone uno su misura del tuo brand limiti gli errori, eviti il passaggio di informazioni superfluo da un punto all’altro. Argomento, titolo, link, hashtag, è tutto deciso a monte, dovrai solo pubblicare.

Ciò significa un’ottimizzazione del tempo notevole.

Un piano editoriale richiede una strategia precisa che deve tenere conto di alcuni elementi fondamentali:

  • Conoscere il brand; conoscere se stessi significa anche conoscere cosa si vuole comunicare agli utenti. Una volta capito l’obiettivo che vuoi raggiungere, sarai in grado di individuare il target di riferimento e quindi stabilire gli argomenti da trattare;
  • Studio del target e dei competitor; ogni piano editoriale passa da uno studio e un analisi dei competitor. In tal modo puoi capire quali sono i contenuti che vengono considerati più interessanti da un pubblico che è lo stesso al quale ti rivolgi, e quali contenuti meno. Ricordati sempre di differenziarti e di comunicare qualcosa di unico, che ti distingua dagli altri, magari è lì la chiave del successo;
  • Tone of voice; creatività e intrattenimento devono essere le chiavi del tuo stile. Se ogni post diventa un messaggio promozionale in cui cerchi di vendere qualcosa c’è il rischio che le persone si annoino e smettano di seguirti. Crea invece interesse e dibattito. Un post fatto solo di testo ha poche probabilità di essere letto quindi abbina sempre al tuo post immagini, gif o video, magari con una call to action per creare un’interazione con i tuoi lettori;
  • Organizza un calendario editoriale, una tabella in cui il lavoro di ricerca fin qui eseguito viene schematizzato, per essere compreso e condiviso da tutti i collaboratori;
  • Analisi dei dati; studiare i dati è importante quanto la pianificazione iniziale. Attraverso i dati puoi scegliere i contenuti, capire quali argomenti attirano di più i tuoi utenti, l’orario di pubblicazione migliore ma anche ottenere visite della landing page, iscritti alla newsletter etc.

Il Piano editoriale richiede quindi due tipi di competenze: una competenza strategico-tattica che sta in capo a persone con conoscenze specifiche sul tema ed una competenza contenutistica che si lega alla parte più creativa.

Crea il tuo piano editoriale su misura, per blog e social. Dai stabilità al tuo progetto, contatta la Derossistudio per raggiungere i tuoi obiettivi.

 

Strumenti Seo: 3 tool di cui non puoi fare a meno.

La Seo è una parte fondamentale per il posizionamento del proprio brand; come abbiamo già analizzato in un nostro precedente articolo, è un’attività che richiede un’attenta e continua analisi ed è per questo che esistono Strumenti Seo che facilitano queste operazioni.

Per strumenti SEO si intendono tutti quei tool online o quei software da installare sul proprio computer che permettono di pianificare una strategia SEO ed eseguire un’analisi dell’andamento dei siti sui motori di ricerca (Seo Audit).

Analizziamone qualcuno.

Google Search Console

Con Google Search Console hai la possibilità di analizzare come Google vede il tuo sito. Uno strumento utile per ottimizzare e monitorare lato SEO un sito web, sia da un punto di vista tecnico che del marketing. Per utilizzarlo occorre la proprietà di un sito web, che deve dunque essere verificata.

Ecco alcuni dati e funzionalità offerte dal tool:

  • Copertura: consente di verificare la corretta indicizzazione di un sito e di correggere eventuali errori;
  • Rimozioni e parametri: consente di rimuovere pagine dall’indice di Google e impostare parametri per guidare il bot nei processi di scansione di un sito;
  • Dati strutturati: offre una panoramica sulla corretta implementazione dei dati strutturati;
  • Rendimento e backlink: possiamo seguire il rendimento da organico delle pagine del sito e delle relative parole chiave che veicolano più traffico.

Uno strumento in continuo aggiornamento diventato imprescindibile nel corso degli anni.

Google Analytics

Oggi l’ottimizzazione e il posizionamento sui motori di ricerca è sempre più intrecciato con gli aspetti legati al comportamento degli utenti sul sito e alla loro usabilità.

E Google Analytics è il tool SEO più attendibile in assoluto. Possiamo ottenere dati rilevanti in termini di visite, permanenza su una determinata pagina, contenuti visitati, frequenza di rimbalzo, referral e così via. Informazioni estremamente preziose per aumentare il traffico dei visitatori.

Semrush

Tra questi strumenti quello che più di tutti è in grado di rivelarci l’andamento del sito sui motori di ricerca e di evidenziare sia le opportunità che le criticità da risolvere è Semrush.

Esso offre un completo controllo dell’ottimizzazione del sito grazie ai suoi numerosi strumenti di analisi e reportistica.

Uno dei punti forti riguarda proprio la ricerca keyword e le analisi di mercato.

Lo strumento restituisce parole chiave correlate, idee per termini ulteriori, keyword potenziali dei competitor, stime sui volumi, contenuti indicizzati, previsioni sulla difficoltà a posizionarsi per una data keyword, insomma il massimo che si può ottenere.

Questi sono solo tre strumenti, tra i più importanti, per impostare una strategia Seo.

Il mondo dei tool Seo è vasto e variegato.

Ce ne sono tantissimi e di diverse funzioni.

Utilizzarli è essenziale per posizionare al meglio il proprio sito

 

Buyer personas: cosa sono, come individuarle

Fondamentale in una strategia di marketing è comprendere il target di riferimento, rivolgersi a specifiche persone che hanno degli interessi e si comportano in un determinato modo, cioè esattamente a coloro che potrebbero essere i nostri potenziali clienti, le cosiddette buyer personas.

Secondo David Meerman Scott, marketing and sales strategistuna buyer personas è “essenzialmente il rappresentante di una tipologia di clienti che voi identificate come aventi o un interesse specifico per la vostra organizzazione o per i vostri prodotti, oppure un problema di mercato che i vostri prodotti o servizi sono in grado di risolvere”.

La rappresentazione generalizzata del cliente ideale di un’azienda, un archetipo per identificare i potenziali clienti.

Definire le buyer personas ci facilita i lavori di personalizzazione dei contenuti all’interno della nostra strategia. Infatti, è molto più facile sviluppare idee e customizzare i propri messaggi, se in mente abbiamo una persona con caratteristiche definite.

Come comprendere queste caratteristiche?

Nello specifico esse dovrebbero comprendere sia informazioni reali, come informazioni personali e demografiche, sia riferimenti qualitativi immaginari, come le ambizioni, le sfide, le motivazioni.

Si parla quindi di due tipologie di informazioni:

  • Informazioni demografiche come età, posizione geografica e reddito
  • Informazioni psicografiche (ed etnografiche) come interessi, comportamenti, obiettivi, ragioni d’acquisto e paure.

Ora però si pone un altro problema.

Come reperire queste informazioni?

Le modalità sono molteplici e possono essere utilizzate anche intrecciandone i risultati. Abbiamo ad esempio:

  • Dialogo, parlare con le persone è il miglior modo per ottenere maggiori idee sui clienti tipo e idee per contenuti per la strategia da impostare;
  • Questionari, si può predisporre un questionario online e spedirlo via mail agli attuali clienti per comprendere cosa li spinge a scegliere la vostra azienda;
  • Analytics e Socia Media Insights, sfruttare gli analytics a disposizione del proprio sito web e gli insights dei social media. Dal punto di vista geografico, demografico e di interessi, i dati da elaborare saranno elevanti;
  • Confronto con il team commerciale, dialogare eventualmente con coloro che sono sul campo è fondamentale per avere input utili sulla clientela.

Le buyer persona sono fondamentali per far crescere la tua attività. Comprendere a chi ti rivolgi, ti aiuta ad aiutarlo e coinvolgerlo al meglio.

Ti permette di comprendere i tuoi punti deboli e i tuoi limiti e ti aiuta anche a capire come attirare i potenziali clienti e generare interesse per il tuo prodotto.

Insomma, sono essenziali per una strategia di comunicazione.

Creane una personalizzata e pianificata con noi. Alla Derossistudio studiamo, analizziamo, creiamo un piano marketing adatto a qualsiasi tipo di esigenza.

Contattaci, ti aspettiamo!

 

SEO e SEM: qual è la differenza?

SEO e SEM sono aspetti essenziali del marketing. Essere tra i primi risultati delle ricerche Google è il requisito necessario per ottenere una buona visibilità.

Ed in questo le tecniche SEO e SEM vengono in nostro aiuto.

Dell’importanza della SEO ne avevamo già parlato, ma diamone comunque una definizione.

SEO è l’acronimo di “Search Engine Optimization”, che tradotto significa “Ottimizzazione per i motori di ricerca”, e comprende al suo interno tutte le strategie e le tecniche finalizzate a migliorare il posizionamento di un sito internet tra i risultati organici, cioè non a pagamento, dei motori di ricerca.

Secondo Google Knowledge Graph essa consiste nel “processo di massimizzare il numero di visitatori di un particolare sito web facendo in modo che il sito appaia in cima alla lista dei risultati restituiti dal motore di ricerca.”

Essa avviene attraverso una serie di tecniche e di strumenti che facilitano la ricerca di parole chiave e l’analisi dei dati.

Il SEM si concentra invece sull’advertising dei motori di ricerca e include tutti i processi di scelta delle giuste parole chiave sulle quali investire i propri fondi disponibili.

Il traffico generato dal SEM è considerato la fonte più importante del traffico sul web proprio perché è mirato.

In particolare si punta all’acquisto delle keywords e quando un utente digiterà proprio quelle parole chiave, l’inserzionista apparirà in posizioni evidenti; una vera e propria campagna pubblicitaria sui motori di ricerca per avere alti livelli di visibilità in modo immediato.

Ed è qui la differenza principale.

La differenza tra SEO e SEM è soprattutto relativa al tempo.

Una strategia SEO deve essere calcolata su lunghi periodi ed ha risultati stabili con tempi di attesa notevoli.

La SEM invece è utile per il breve periodo e per le necessità immediate: costi maggiori e risultati temporanei, ma sicuramente un picco di visite nel momento dell’investimento.

Una strategia SEO deve essere più strutturata e organizzata poiché coinvolge diverse aree della comunicazione: dalla struttura ai contenuti del tuo sito e la redazione dei testi, fino all’implementazione di un layout fluido e delle oculate strategie di link building.

Il SEM si basa su una promozione chiara e rapida e punta sulle parole chiave che più probabilmente i potenziali clienti inseriranno nelle proprie ricerche.

Anche se le differenze sono sostanziali, in realtà SEO e SEM sono complementari.

Il SEO mette le basi per il SEM attraverso contenuti ottimizzati che i clienti troveranno utili.

SEO e SEM sono entrambi parti necessarie per una campagna online e vanno usati in combinazione per ottenere un successo notevole e duraturo con effetti quali aumento della visibilità, generazione di nuovi lead e incremento delle conversioni.

La buona riuscita di ogni iniziativa di marketing è un’ottimizzazione periodica di tutta la strategia per rimanere competitivi sul mercato.

Alla Derossistudio non trascuriamo mai questo aspetto e puntiamo sempre a migliorare il posizionamento sui motori di ricerca del tuo sito e portare traffico di qualità sulle tue pagine di vendita, con risultati misurabili. Contattaci, ti aspettiamo!

Customer experience: l’importanza del viaggio

Nel pianificare una strategia comunicativa è necessario partire dal cliente: garantire ai propri utenti il prodotto o servizio richiesto nella maniera più soddisfacente possibile. Questo è il fine, il mezzo per raggiungerlo è la Customer Experience.

La Customer eXperience (abbreviata CX) può essere definita come l’esperienza complessiva che i clienti vivono durante tutta la loro relazione con l’azienda: non solo la fase di acquisto, ma una interazione/relazione che include customer care and support e l’interazione con il brand.

Il concetto di experience è un concetto recente e si applica nel miglioramento di tutti i passaggi dell’acquisto di un prodotto.

L’acquisto non è più un’azione meccanica ma una vera e propria esperienza che un cliente, e non consumatore, vuole ricordare e raccontare.

L’avvento del digitale ha imposto un grande cambiamento nell’evoluzione della customer experience, poichè il cliente può comodamente acquistare da casa e interfacciarsi con siti web, e-commerce e pagine social sempre più interattive.

Per questo motivo la CX è indubbiamente oggi un elemento cardine di ogni strategia di marketing.

In un mercato altamente competitivo sviluppare strategie e intervenire sui canali di comunicazione con il pubblico può rivelarsi una chiave vincente per distinguersi e per raggiungere il successo.

Come farlo?

Abbiamo già parlato del personal branding, ma riassumendo un’azienda deve:

  • Rendere l’esperienza d’acquisto quanto più agile ed indimenticabile;
  • Fornire contenuti sempre nuovi che possano attrarre i consumatori;
  • Puntare alla fidelizzazione del consumatore stesso.

Basti pensare che il 68% dei marketers dichiara di avere come obiettivo principale la customer experience come elemento differenziante del brand rispetto ai competitors.

L’errore infatti può essere considerare separatamente ogni parte del percorso del cliente.

È fondamentale considerare l’intero percorso e come migliorarlo in modo comprensibile.

Pianificare tale percorso ti aiuterà a fornire una buona esperienza cliente ogni volta, e una buona esperienza del cliente crea fidelizzazione del marchio a lungo termine.

La customer experience è un viaggio, un viaggio di interazione che l’utente compie nei confronti dell’azienda.

Migliore sarà la customer experience, maggiori saranno le possibilità che il cliente condivida la sua esperienza in rete e di conseguenza ci saranno maggiori possibilità di attrarre nuovi clienti.

Se non avete ancora dato la dovuta importanza alla customer experience dei vostri clienti, è giunto il momento di farlo.

Contattateci, e la Derossistudio vi aiuterà a pianificare un viaggio, o un’esperienza totalmente gratificante per il vostro utente.

 

 

Unique Value Proposition: raccontare la differenza

Fare la differenza.

È una frase che applichiamo spesso nella definizione di una strategia comunicativa sia per cosa comunichiamo che per come lo facciamo.

Il cosa dipenderà dai servizi o prodotti che l’azienda offre, il come dalla Unique Value Proposition (UVP).

Essa rappresenta una definizione chiara e inequivocabile dei benefici che il tuo prodotto/servizio offe all’utente rispetto ai competitors: offrendo valore competitivo rispetto alla concorrenza e intercettando un problema davvero sentito dall’utente, propone la soluzione perfetta per risolverlo.

Una comunicazione breve, univoca e convincente grazie alla quale l’utente deve percepire il beneficio come valore per se stesso.

L’UVP è fondamentale per creare una brand identity efficace e quindi per costruirsi un’identità aziendale distinguibile e fortemente identitaria agli occhi dei potenziali clienti.

Importante è non confonderla con lo slogan.

Secondo la sua definizione lo slogan è una frase memorabile e intesa per essere facilmente memorizzabile

Lo scopo della UVP invece è descrivere le motivazioni o le intenzioni, e non per forza farlo con una frase memorabile, ma fondamentale sarà pensarla e costruirla come una dichiarazione di posizionamento sul mercato nel quale operi.

Come creare una Unique Value Proposition efficace quindi?

  1. Identificare il mercato di riferimento: focalizzarsi sul proprio target, spostare l’attenzione sull’utente e i propri obiettivi, paure e desideri. Intercettare così il loro problema e offrirgli una soluzione;
  2. Definire il tuo valore unico: scegliere cosa ti rende diverso e su quale elemento differenziante basare la tua UVP. Stilare una serie di fattori che ti distinguono dalla massa e scegliere il valore che più possa essere percepito in modo positivo dai clienti;
  3. Proporre una soluzione: i tuoi clienti stanno cercando di risolvere un problema. La tua UVP deve offrirgli in maniera diretta una soluzione. La tua proposta di valore unico deve mostrare apertamente chi sei e cosa puoi offrire.

La Unique Value Proposition è l’insieme di quegli elementi che rendono un’azienda unica, differente, ricercata. Uno dei fattori più importanti per la conversione utente/cliente.

Se ben costruita tale proposta riesce a fornire valide argomentazioni sul perché l’utente dovrebbe comprare quel prodotto rispetto ad un altro appartenente ad un competitor.

Questo perché grazie ad un UVP ben costruita si riesce a mettere in evidenza dei punti di forza che daranno un reale vantaggio competitivo.

Alla Derossistudio creiamo strategie in grado di rispecchiare in maniera completa ed esaustiva il messaggio, la mission e l’identità di un brand. Creiamo una Unique Value Proposition che sia il cuore di tutta la comunicazione di marketing, il primo passo dal quale partire per intraprendere la strada del successo.

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Email marketing: tempi ridotti, possibilità infinite

Tra le strategie di marketing c’è né una di cui ancora non abbiamo parlato, la più immediata tra tutte: l’email marketing.

L’Email marketing è una forma di marketing diretto che, attraverso una pianificazione stratificata, crea e invia comunicazioni via email con l’obiettivo di implementare le relazioni tra brand e audience o inviare informazioni e aggiornamenti di natura promozionale.

Partiamo da un’iniziale distinzione.

Da un lato di sono le comunicazioni di tipo professionale, dall’altro possiamo trovare le dem e newsletter.

Ed è su quest’ultime che ci concentreremo in particolare.

Con l’acronimo DEM, direct email marketing, identifichiamo un tipo di comunicazione diretta via email che comprende la condivisione di tutte le informazioni di carattere commerciale rivolte a target specifici e precedentemente analizzati.

Con il termine newsletter intendiamo invece tutti quei messaggi di posta elettronica inviati agli iscritti al servizio un sito web.

Utilizzarle entrambi è fondamentale per quasi tutti i settori ed è uno dei metodi più efficaci per convertire gli utenti in clienti.

Oggi infatti l’email marketing rimane uno dei metodi più efficaci per promuovere i brand e interagire con lead e clienti soprattutto per una caratteristica: l’immediatezza.

Una volta spedita la campagna, i tempi di ricezione e lettura sono praticamente nulli e dunque trascurabili. Inoltre l’email tende a stimolare risposte più rapide – si è calcolato fino a 10 volte di più – di quanto non consenta il marketing tradizionale.

Gli utenti infatti sono più propensi a leggere un’email che un post sui social media. Le campagne consentono d’inviare messaggi diversi in base ai desideri e alle esigenze individuali degli iscritti alla tua lista contatti.  Una forma di comunicazione mirata è molto più efficace nel generare conversioni.

Altro fattore fondamentale è la rapidità nella creazione della campagna.

La sua implementazione, sia dal punto di vista creativo che pratico richiede meno di un giorno di lavoro. L’email è facile da usare e da gestire e predisporla all’uso commerciale non richiede capacità tecniche particolarmente avanzate.

Strategicamente parlando però l’attrattiva maggiore resta la misurazione.

L’email marketing, se eseguito correttamente, consente la misurazione del ROI sulla base di statistiche precise che comprendono tassi di apertura, lettura e dei clic, condivisioni ed inoltri. Conoscere quali siano i tassi di visualizzazione, individuare gli orari di attività degli utenti e determinare quali contenuti siano stati maggiormente apprezzati sono attività finalizzate al miglioramento della propria strategia e quindi indispensabili per ottimizzare i propri profitti.

Personalizzare i messaggi attraverso i campi dinamici può portare a maggiore engagement sulla propria lista. Iniziare il proprio messaggio con il nome del destinatario e strutturando il contenuto sulla base delle sue passate attività induce il lettore a percepire un legame più personale e onesto, incentivandolo a leggerne il contenuto.

Insomma, l’email marketing è un’attività indispensabile per tutte le aziende che desiderano ottenere profitti significativi mediante le proprie campagne di comunicazione.

Vuoi far crescere la tua impresa e migliorare i tuoi risultati di business? Contattaci per pianificare la strategia migliore, ti aspettiamo!

Copywriting: l’efficacia persuasiva di un testo

È innegabile la crescita esponenziale che il format video ha avuto negli ultimi anni; la componente visiva ha un ruolo fondamentale in ogni strategia marketing che si rispetti ma è importante affiancarla ad un’altra componente altrettanto decisiva: il copywriting.

Potremmo semplicemente definire il copywriter, o copy, un redattore pubblicitario, ovvero una persona specializzata nella produzione di testi da usare nell’advertising, creatore di testi legati al mondo dell’ADV e della sponsorizzazione dei prodotti o servizi da vendere.

Una definizione, però, riduttiva.

Il copywriting non è un’arte, come molti amano definire, ma uno studio ragionato di tecniche narrative, comunicative e originali per trasformare le parole in stimoli persuasivi, in grado di convincere e far cambiare idea alle persone.

Il testo deve promuovere un brand e deve veicolarne, attraverso le parole, delle specificità tali da catturare l’attenzione degli utenti e suscitare in loro emozioni e sensazioni positive che legheranno indissolubilmente al brand e ai suoi prodotti.

Il copywriter, quindi, è quella figura professionale che crea slogan, headline vincenti, contenuti per pubblicità e inserzioni su giornali, utilizzando una rilevante componente creativa.

Non si può essere copywriter senza essere creativi, bisogna saper giostrare con le parole, con i loro significati, con le figure retoriche, saper creare nella mente altrui immagini e concetti anche astratti.

Il copywriting è un settore che comprende diverse figure professionali tra cui:

  • Il Seo copywriter, colui che declina le indicazioni per creare contenuti di qualità per il pubblico e i motori di ricerca, conosce le regole della scrittura persuasiva ma sa anche come ottimizzare i contenuti;
  • Il web writer, scrive i testi di un sito web e i post del blog e in questo caso può prendere il nome di articolista. Punta più alla quantità che alla qualità, e si differenzia dal copy poichè quest’ultimo lavora più sui dettagli;
  • Il web editor, lavora sull’organizzazione dei contenuti da pubblicare;
  • Il digital journalist scrive pezzi giornalistici da pubblicare online;
  • Il blogger scrive articoli in prima persona, esprime un suo punto di vista su uno specifico argomento, o anche su più tematiche, e lavora molto sui social network.

Queste divisioni in realtà spesso confluiscono nell’unica professione del copy, anche se erroneamente. Il copywriter è quella figura che lavora soprattutto su testi persuasivi e strettamente legati al posizionamento del brand, ad esempio naming e payoff.

Un bravo copywriter sa come raccontare un brand.

Il suo apporto è decisivo nella pianificazione e attuazione di una strategia di marketing, per raggiungere gli obiettivi prefissati e migliorare la percezione che il pubblico di riferimento può avere di un’azienda.

L’affidabilità di un testo e la rilevanza dei contenuti attraverso un utilizzo efficace dei media, online e offline, può essere quindi affidata solo a dei professionisti.

Contattaci e sapremo aiutarti nella programmazione e nella creazione dei testi per il tuo sito o la tua azienda.

Ti aspettiamo!

Docubrand: la narrazione come identità

Abbiamo parlato spesso di come sia ugualmente importante raccontare la propria storia, aziendale e personale del nostro brand, e il modo in cui essa sarà raccontata. Blog, video, storie, tutti strumenti utili al nostro fine ma tra questi ce n’è uno in particolare che più degli altri arriva al cuore delle persone: il docu-brand.

Chi si occupa di strategie di branded contents sa che il video è il format più seguito e che aumenta l’interazione e la raccolta di dati nelle campagne online. Un documentario invece, per sua definizione, è un prodotto che racconta in maniera vera e diretta una realtà, o un episodio.

Il docubrand è la perfetta sintesi tra i due.

È un format che ci permette di comunicare un senso di maggior trasparenza e genuinità da parte dell’azienda, un linguaggio in grado di trasmettere emozioni nel momento stesso in cui vengono provate, perché si avvicina il più possibile al mondo reale.

Il pubblico non è solo un “target”, ma si immedesima con i personaggi dell’azienda e diventa parte della sua storia.

Esso appartiene a quel linguaggio comunicativo in cui il contenuto commerciale viene ignorato lasciando spazio ad una sorta di intrattenimento utilitaristico, non fine a sé stesso.

L’obiettivo è diffondere messaggi in grado di imprimersi nella mente delle persone innescando in loro un atteggiamento positivo; coinvolgere il pubblico per un periodo di tempo superiore rispetto ai pochi secondi di attenzione che dedica, tipicamente, davanti a un contenuto adv sui social.

Ma su cosa si basa un docubrand?

Sono due i pilastri determinanti: persone ed empatia.

Nel docubrand vengono narrate storie di persone vere, nel loro quotidiano, per coinvolgere un numero maggiore di potenziali clienti grazie al potere universale della narrazione. Raccontare il loro percorso, esaltandone non solo i successi e le conquiste ma anche i momenti di difficoltà, i sacrifici.

Le persone sono la colonna portante di un docubrand.

Saper cogliere, nella loro storia, le sfumature emozionali più intime.

Da qui l’empatia.

Il racconto deve essere spontaneo, diretto, genuino, senza filtri. Nessun fine didascalico, ma solo narrativo. Trasmettere i valori del brand, la passione dietro un lavoro o un’impresa. Una storia autentica per empatizzare con lo spettatore.

Il linguaggio audiovisivo assume così un ruolo determinante.

Esso deve corrispondere esattamente alla personalità del marchio.

Se la brand identity è di fascia alta, bisogna usare un linguaggio professionale; se il marchio è informale, si possono usare toni più conversazionali.

È importante che il tono sia in linea con la personalità del brand proprio per la percezione di autenticità e coerenza che lo spettatore deve “sentire”.

Il docubrand rappresenta, in conclusione, una strategia di marketing non convenzionale poiché poco invasiva sul piano della vendita ma impattante sul piano emozionale e sensitivo.

Se vuoi sfruttare la forza narrativa del docubrand e raccontare la tua storia, o quella della tua azienda, in modo originale e creativo, contattaci!

Ti aspettiamo.